Everybody's gotta learn sometimes.
Ingoi l'ultimo boccone, bevi un pò d'acqua e torni sui libri.
Dalla cucina, in lontananza la voce di Samuele Bersani, poi le risate di tua madre, poi il silenzio.
Rientra tuo fratello, ti osserva.
"Hai fatto presto stasera!"-gli dici.
"Sei ironica?"-risponde.
"No, perchè?"
"Perchè sono le 3 e mezza I ".
Guardi l'orologio e un sorriso inevitabile quanto banale ti solca il volto.
Perchè il tempo si è dilatato su di un romanzo antropologico che parla proprio del tempo e di viaggi etnografici con una macchina fotografica al collo.
Mentra la tua reflex è lì, un pò impolverata, di polvere bianca come la neve fuori.
Con tutti i tuoi desideri, impolverati un pò anche loro, sospesi ed incompresi direbbe Gianluca.
Chiudi tutto, è ora, decisamente, di dormire.
Un ultimo sguardo fuori, un lampione ad intermittenza si spegne sotto la morsa implacabile del ghiaccio.
E quegli occhi, incontrati per un istante nel luogo meno poetico esistente, un cesso di fine serata, sporco e popolato di cerebrolesi.
Li vedo, ancora, prima di chiudere i miei.