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Un uomo
post pubblicato in Camera a sud, il 20 agosto 2015
Si può camminare, a lungo, facendosi scudo di una fatua quanto illusoria convinzione che tutto, ma proprio tutto, sia come deve essere. Rigoroso, giusto, lineare nel suo scorrere.
In realtà, nulla è senza amore.
"Per te come deve essere un uomo?" chiedeva Alekos ad Oriana. 
"Come te", rispondeva lei.



Come te, Matteo.
Un uomo deve essere come te.
Umano.
Come te, che umano lo sei fin troppo.
Dolce amore mio.















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Luglio
post pubblicato in Camera a sud, il 4 luglio 2015
Una nuova vita cresce nel grembo di una giovane donna che sorride alla vita.
Nuove rughe solcano il volto di un uomo affaticato dal peso del lavoro impenitente e dell'onestà.
Nuove distanze si insinuano, implacabili, tra due fratelli.
Nuovi timori sul futuro si affastellano, mischiandosi a speranze mai sopite.
Nuovi impegni, nella precarietà, riempiono le giornate, sempre così brevi.
Nuovi giorni scorrono sul solco di una giovinezza che giunge al confine con la necessità di evolversi, crescere, approdare alla maturità.
Nuove conoscenze nutrono un'anima affaticata e volitiva.

Il denaro che manca.
Le prospettive, troppe, troppo vaghe.
La volontà, la tenacia. Troppe, anche loro. Per fortuna.
I pensieri. Troppi, anche loro. Porca troia.
Il desiderio di costruire e un nuovo fiore nel giardino sterile della mia aridità.







Si riscopre umano, a contatto con l'umanità, questo stanco cuore.























tuttomoltobello








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Cartolina ad Ilaria sul far della notte
post pubblicato in Camera a sud, il 31 marzo 2015


Finché leggerai,
finché scriverai,
finché danzerai,
finché piangerai ascoltando quella stessa aria,
finché sarà la curiosità (come diceva Fellini) a farti svegliare la mattina,
finché ti ostinerai nella perenne insoddisfazione che è madre della ricerca,
finché avrai timore della volgarità,
finché piangerai,
finché riderai,
finché l'ansia sarà facilitante e non debilitante,
finché proverai imbarazzo,
finché sarai padrona delle tue azioni,
finché riconoscerai di non essere stata padrona delle tue azioni e ammetterai l'errore,
finché rimedierai,
finché ti perdonerai,

sarai viva da viva, seppur nel timore inestirpabile di sprecare la tua dose d'umanità.



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Al suo posto
post pubblicato in diario, il 15 gennaio 2015
Nella frenesia di studi spasmodici, letture volute o forzate, progetti  concreti o fittizi, espedienti e attività, ritrovo me stessa e la mia naturale tendenza al più estenuante autoconsumo.
Temo i momenti di stasi, di blocco regressivo, di involuzione e lentezza.
Temo la possibilità che alcuni ricordi possano vivificarsi, reificarsi.
Temo essi possano essere padri di nuove consapevolezze, tuttavia connesse a un passato che ormai è realmente tale e che io ho accettato essere tale.


Ho superato ogni cosa.
Tuttavia, è probabile che alcuni residuati persistano, seppur nella mia totale inconsapevolezza.
È probabile che essi si manifestino in talune durezze spontanee.

È probabile che avesse ragione Andrea, ieri sera, su questo punto.
È ben probabile, perché ho tirato fuori ogni umana dote da causidico di cui sono in possesso per contraddirlo.



È forse imploso il mio cuore, ma è ancora al suo posto.



permalink | inviato da checosasonolenuvole il 15/1/2015 alle 18:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per non decidere
post pubblicato in diario, il 28 settembre 2014
Mi piacerebbe svegliarmi una mattina e per pochi minuti, solo pochi nulla più, conoscere la sensazione della gratuità.

I soldi ci sono! Non devi ingegnarti ogni giorno per procurarteli.
Gli anni di studio matto e disperato sono serviti! Non devi continuare a studiare di notte, perché il tuo sogno è già realizzato.
L'uomo che ami è al tuo fianco! Non devi contare costantemente solo su te stessa.


Nessuna lamentela, si va avanti.
Tuttavia, mi piacerebbe svegliarmi una mattina e...





Ti vedo, vi vedo.
Trascinare avanti i rottami di una gioventù ormai andata, nel tentativo vano di ritenervi ancora adolescenti, mentre il tempo vi scorre addosso.
E non può, no, non può essere gratificante sperperare in assuefazioni alcooliche di poco conto il denaro di vostro padre.
Non può.


Ho bisogno di progettualità, di immaginazione, di impegno per la realizzazione, di vita vissuta e valorizzata.
Ho bisogno d'amore.


Che non mi basto più.







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Il bandolo della matassa
post pubblicato in Camera a sud, il 26 giugno 2014
Un momento di estenuante auto-annientamento, di quelli che ti colgono quando ti metti in testa, chissà poi perché, che devi dimostrare qualcosa, a te stessa prima che agli altri, che se non ce la fai, se non raggiungi l'obiettivo, c'è poco da fare, hai fallito.

Nella frenesia ciclica di impegno autoimposto, in un attimo di stasi, ti trovi davanti poche parole, apparentemente futili.

L'oroscopo di Rob Brezsny, questa settimana recita:

“Rispetta chi è superiore a te, se mai esiste”, diceva Mark Twain. Cosa pensi di questa frase provocatoria, Scorpione? C’è qualche genio o qualche eroe che consideri degno del tuo rispetto? Se non ne hai nessuno, ti consiglio di andarlo a cercare. In questa fase della tua evoluzione hai bisogno di persone che ti ispirino con la loro grande personalità. È importante che tu impari da maestri e modelli che conoscono meglio di te il gioco della vita. Penso che ti farebbe bene anche provare ammirazione e riverenza.


Sta tutto qui il bandolo della matassa.

Quando una donna si sente prima madre e solo dopo amante.
Quando una donna perdona il torto per compassione.
Quando una donna studia bene cosa dire per non far avvertire all'altro tutta la triste concezione che di esso si ha.
Questa è la morte dell'amore.




Sta tutto qui il bandolo della matassa.

Ho bisogno di qualche genio o qualche eroe degno del mio rispetto.



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Alla sera
post pubblicato in Camera a sud, il 21 giugno 2014
Un sabato sera pessimo, un libro pessimo, una sensazione pessima. 

Basta poco, però, per ricordarti il perché, l'origine, il principio di una scelta.
Bastano 14 versi. 




Alle mie colleghe, alle mie compagne di viaggio, per voi e per me che, stasera ne ho tanto bisogno. Perché le difficoltà della vita non ci facciano mai dimenticare che la letteratura è la vita, la nostra.




Forse perchè della fatal quïete
    Tu sei l’immago a me sì cara, vieni,
    O Sera! E quando ti corteggian liete
    4Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquiete
    Tenebre, e lunghe, all’universo meni,
    Sempre scendi invocata, e le secrete
    8Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
    Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
    11Questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure, onde meco egli si strugge;
    E mentre io guardo la tua pace, dorme
    14Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

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Sorrido.
post pubblicato in diario, il 15 maggio 2014
Mi sveglio la mattina e vivo.

Qualche giorno mi riesce meglio, qualche altro un pò meno.

Succede. A tutti.

Quel che conta è che io viva, secondo valore.






















Io sono migliore di molte cose che mi sono successe. 




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Poi Angela disse
post pubblicato in Camera a sud, il 12 febbraio 2014














Nella speranza c'è appartenenza.



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Immorale
post pubblicato in Camera a sud, il 10 febbraio 2014





La distorsione quotidiana della lingua italiana.
Il ricorso quasi naturale alla volgarità.
Il pregiudizio fatto scambiare per convenzione inevitabile.
Il denaro sperperato iniquamente.



Amarsi per abitudine e non per amore.








Non è facile continuare a credere, in una società come questa, quando l'unico bene materiale che possiedi sono le tue capacità.
Non è facile osservare i calli sulle mani di tuo padre che lavora da una vita per farti studiare.
A 24 anni sei troppo giovane per essere già quello che vorresti, troppo adulta per non avere il desiderio lancinante di volerlo già essere.
A 24 anni sei troppo giovane per amare con consapevolezza, troppo adulta per non aver ancora amato realmente.


Mi è sempre costato scegliere. 
Eppure, l'ho sempre fatto.

Si è vivi a vivere. Abitudine non è amore. E' inettitudine.





Ci pensi mai?




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Inevitabile insonnia
post pubblicato in Camera a sud, il 8 gennaio 2014
Fra 2 ore e 47 minuti suonerà la sveglia.
Suonerà, è inevitabile.
Dovrò alzarmi, è inevitabile.
Con la rinnovata consapevolezza di non aver dormito. Inevitabile anche quella.











Le circostanze mi beffano ma io le mando a fanculo.
Che non se ne può più.
Di te, di loro, di quelli che parlano così, che le parole sono importanti e la mediocrità, se la subisci troppo a lungo, ti schiaccia. E' inevitabile.



(non sono un super santos)



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A Fulvio
post pubblicato in Camera a sud, il 3 gennaio 2014

Ci ritroviamo dopo anni a pensare a quanto inconsapevolmente fossimo felici in quel momento in cui il futuro sembrava ancora lontano e per la prima volta eravamo noi a scegliere davvero.

E adesso, che siamo così giovani, eppure a noi sembra una vita, quel tempo ci sembra lontano e la vita è ormai alle porte.

Tu cerchi l'assoluzione, io aspetto il cambiamento, e non ce lo diciamo, perché anche se siamo lontani, a volte non solo materialmente ma anche con l'animo, restano la capacità di capirsi ancora e il bene, infinito quanto i ricordi.

Che poi, è in questo stato melanconico, conseguenza diretta di dispiaceri e delusioni che forse non meritavamo, che ci riconosciamo, amico mio. 

E non smettiamo di credere, mi fai tenerezza, me ne faccio da sola, che in fin dei conti, essere persone buone, non è un male.




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Lacrime di ferro
post pubblicato in Camera a sud, il 31 dicembre 2013
Ho visto: mia madre piangere, mio padre affaticarsi ancor più, mia sorella sorridere in abito da sposa, mio fratello soffrire per amore, la mia migliore amica in preda al panico, il mio miglior amico sconvolto.

Ho provato rabbia, ansia, inquietudine, gioia, ebrezza, lascivia, angoscia, solitudine.

Ho aspettato l'alba in riva al mare, imprecato contro non so chi.

Ho studiato, tanto.

Ho provato delusione, aridità. 

Ho vissuto il rifiuto, l'ho altresì inflitto senza alcuna remora.

Ho aspettato, invano, una parola.

Ho parlato, invano, troppo.

Ho letto, tanto.

Grazie al cielo.

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Porterò con me l'ansia di conoscere di più, la letteratura (la vita), l'ansia per il futuro troppo vicino ormai, il desiderio di realizzazione, la concretezza e la capacità di agire (mailamentarsimai), l'aridità affettiva sempre utile in certi momenti, la necessaria presa di coscienza che il distacco dal mio microcosmo è fondamentale per l'evoluzione, il bisogno malcelato d'amore.



















Nei giorni di quiete, torno spesso a te, l'ultima delle illusioni possibili.



Teresa Uzeda
post pubblicato in Camera a sud, il 2 dicembre 2013
Tutto quello in cui ho sempre creduto non esiste più da quando ho iniziato a concepire la possibilità di sbagliare. 



Materialismo. Pragmatismo. Assenza di me.











Nei giorni di quiete, torno spesso a te, l'ultima delle illusioni possibili.



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Sine ratione
post pubblicato in Camera a sud, il 15 novembre 2013




Nonsochecosa(mi)stasuccedendochecosastofacendo.
















Io, proprio io.











permalink | inviato da checosasonolenuvole il 15/11/2013 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Monito
post pubblicato in Camera a sud, il 13 novembre 2013
Devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo tu te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa,devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, devi contare solo su te stessa, dei contare solo su te stessa, devi (continuare a) contare solo su te stessa, non smettere di contare solo su te stessa.




permalink | inviato da checosasonolenuvole il 13/11/2013 alle 1:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Cuore
post pubblicato in Camera a sud, il 6 novembre 2013



artificiale
operazione a
aperto
nobile generoso delicato
tenero puro
l’intimo il profondo l’abissso del
i moti la voce i palpiti del
amico donna del
abbondanza del
persona di buon
di buon
di
di tutto
con tutto il
col
in mano in
suo contro
avere un
di tigre
di ferro di pietra
di ghiaccio col pelo
sulle labbra
nello zucchero
libero
avere qualcuno una spina nel
avere a
qualcuno avere in
di fare qualcosa
dare donare il
rubare prendere il
a qualcuno dar nel essere nel
a qualcuno stare a
a qualcuno
sentire stringersi allargare il
sentirsi piangere ridere il
sentire un tuffo al
ridere di
struggersi il
mangiarsi rodersi il
mettersi il
in pace
mettersi porsi in
qualcuno
mettersi una mano sul
prendersi a
toccare il
arrivare al
leggere nel
aprire il proprio
spezzare trafiggere
strappare schiantare il
di poco
perdersi di
farsi
pigliar
non gli regge non gli basta il
l’atleta la squadra ha gareggiato col
un
semplice un nobile
di leone di coniglio
solitario
affari pene di
si strinse il figlio al
sopra l’altare c’è un
d’argento nel
città della notte
dell’estate del legno di lattuga
della foresta della pera
di mare di maria
occhio non vede
non duole
malattie del
muscolo del
cavità del
contrazione dilatazione del
esame del
trapianto del
finché il mio
batterà
asse di
del problema del dibattito
accettare acconsentire di buon
ascolta il tuo
mi batte il
in festa
viene dal
va dritto al
il segreto del suo
mi manca il
dal fondo del
parla al
parlare a
aperto
aprire il proprio
a pezzi
in alti i
ci andò di buon
dal fondo del suo
nel segreto del suo
mio!

(Nanni Balestrini, Alfabetiche, 1990-2002)

Se è vero che la critica letteraria è allegoria, è altresì eternamente vero che la letteratura è allegoria.
Della vita. 
Se è vero che l'approccio ermeneutico e la conseguente attualizzazione di un testo rendono il lettore protagonista, è altresì vero che l'impegno quotidiano può salvarci la vita.
La letteratura mi salva dal vuoto.
Ogni giorno.


Good times for a change
post pubblicato in Camera a sud, il 3 novembre 2013
Roland Barthes, le parole non dette, quelle dette, i pensieri inespressi, quelli espressi erroneamente, quelli espressi correttamente e non compresi, Lou Reed, la confusione onomastica, la realizzazione della vacuità dei fatti, la capacità di porre una fine, la capacità mia, solo mia, la pusillanimità, Federico De Roberto, il desiderio spasmodico di parlare costantemente con, e lo specchio che riflette un'immagine che non è la mia.










See the luck I've had
Could make a good man turn bad




permalink | inviato da checosasonolenuvole il 3/11/2013 alle 16:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Perdonami
post pubblicato in Camera a sud, il 27 giugno 2013

Il solo atto di pronunciarle, le parole, è uno stupro ai danni delle stesse. Le cose importanti albergano nel piccolo spazio tra il petto e il ventre. Sono lì, ad implodere.

Solo la scrittura non viola e difatti potrei scrivervi.

Forse dovrei scrivervi.

Troveresti una lettera, allora, dolce Nadia, nella cassetta della posta di casa tua, nuova di zecca, ricettacolo dei pronostici di un futuro che sta per avere inizio.

Capiresti, forse, che delle modalità che usa il tempo per volarci addosso, non ho ancora capito nulla.

Nulla, se non che, mi mancherai.

Ne troveresti una tu, grande Mario, che porti sulle tue piccole spalle il peso di 5 vite.

Capiresti, forse, che penso spesso che perderti sarebbe il preludio del mio smarrimento e che tremo al solo pensiero.

Ne troveresti una anche tu, nonno, in cui ti chiederei di tornare un momento a dire a questi qui di non urlare, ché no, non si urla, che si parla a bassa voce, con toni dimessi, perché che brutta cosa è la volgarità.

E tu, poi tu, non daresti senso alla mia richiesta di perdono.

Ma cos'altro mai potrei dire pensando al fatto che in tua presenza, diretta e indiretta, ho sempre proferito l'esatto contrario di ciò che avrei voluto.




Chissà com'è...


La vita delle persone leggere.



Piero Ciampi- L'amore è tutto qui




permalink | inviato da checosasonolenuvole il 27/6/2013 alle 0:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Almeno tu nell'universo
post pubblicato in Camera a sud, il 6 giugno 2013



















Si può avere nostalgia di ciò che non si è mai conosciuto?



permalink | inviato da checosasonolenuvole il 6/6/2013 alle 18:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
come un vaso di terra cotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro
post pubblicato in Camera a sud, il 25 maggio 2013



Nel caos di parole pronunciate con veemenza, fra volti pallidi di angoscia mascherata di divertimenti vani ed urla di una gioia che lo sapete anche voi, in fondo, è priva di fondamento, io, io auspico a frasi sussurrate e a gesti contenuti.




http://youtu.be/TrihCT8t4E8




permalink | inviato da checosasonolenuvole il 25/5/2013 alle 19:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Due donne
post pubblicato in Camera a sud, il 13 maggio 2013
La guardo.
E' bramosa come una lupa, di tutto.
Il quadro di abiezione fisica, morale ed intellettuale che la caratterizza ha dell'aberrante.
Alla sola vista del cibo le si ravvivano gli occhi e non si preoccupa, minimamente, di chi le sta attorno.
Cerca di agguantare quanto più può e ne gode, forse, per qualche momento, ma solo per tornare ad avere ancora fame.
Ha sete.
Beve vino con foga, mostrando gambe prive di qualsivoglia forma, dilaniate da un grasso che sembra celare un racconto tragico.
Palesa i suoi seni ad ogni sguardo maschile le si pari davanti, ansima nell'attesa di adempiere alle sue pulsioni più sfrenate.
Afferra volti pallidi con le sue grinfie e si sazia, per un momento, per poi ricominciare.



Mi guarda.
E' una madre servile, come quelle di cui parlava Pasolini.
Sobilla le menti altrui con il racconto di una madre crudele, dalla quale, afferma con vigore, di essere totalmente differente.
Eppure, impartisce ordini a sua figlia come fosse una serva e la rabbia, come un male incurabile, la percorre tutta ogni qualvolta vede rivolgersi un diniego alle sue richieste.
E' pronta a far notare i difetti altrui, auspica con le comari velenose al male degli altri, sempre curandosi però di paventare una presunta modernità, che la rende, così dice, una buona madre.
Mi agguanta con i suoi tentacoli, perché occhi umani non sono, mi chiede perché io parli in modo "difficile" (si, lo ammetto. Ho pronunciato la parola "alterco" in sua presenza.), e rivolgendosi ai palati volgari che le stanno dietro accenna un sorriso che diviene subito risata smodata per poi pronunciare la grande frase: "i ragazzi non amano le signorine presuntuose, non lo sai tu che studi?". E se ne va, seminando un silenzio infernale in sala.
Guardo l'orologio, chissà se mi toccherà restare qui per molto.
Quasi mi sento il cuore in gola.
Poi vedo un giornale.
C'è la faccia di Umberto Eco in copertina.
Sto già meglio.




permalink | inviato da checosasonolenuvole il 13/5/2013 alle 18:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Per rimanere giorni immobili.
post pubblicato in Camera a sud, il 24 marzo 2013
Da un certo punto in poi, e uso qui "certo" in funzione di aggettivo indefinito di proposito perché, oggettivamente, non saprei dir da quando esattamente, da un certo punto in poi, ecco, tutto ha subito un'accelerazione smisurata.
Mi riscopro quotidianamente totalmente intenta nell'inesplicabile esperienza della destrutturazione delle conoscenze pregresse in favore di una loro rielaborazione più solida.
Eppure, avverto la sgradevole sensazione di saper poco, senza sosta alcuna.
Qual è effettivamente il momento di passaggio dalla gioventù più distesa alla conscia maturità?
Quando è successo che ho smesso di concepire la distensione anch'essa come un'esercizio fondamentale per il resto?
E poi. Che cosa stiamo aspettando io e te?














permalink | inviato da checosasonolenuvole il 24/3/2013 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Più un cuore è vuoto e più pesa.
post pubblicato in Camera a sud, il 23 febbraio 2013
Da sempre, penso che l'elemento fondamentale di un'esistenza, anche di quella più inutile, sia la consapevolezza.

Occorre essere consapevoli: di non essere in grado di gestire i sentimenti, di essere in grado di farlo.

Da sempre, odio e trovo privi di qualsivoglia minima forma di dignità coloro che si abbandonano alla lamentela e all'autocommiserazione, ancor più coloro che si dilettano ad addurre come motivazione della loro incapacità di gestire i rapporti, le difficoltà del passato.

Nessuno può espiare colpe altrui, specie perché le responsabilità di un soggetto altro rispetto a noi, diventano inevitabilmente anche nostre dopo un periodo troppo lungo di tempo.

Se consenti ad un evento sfavorevole di mutare la tua essenza sei un perdente. Non c'è storia.

Ma anche riconoscere di essere perdenti in un determinato settore dell'esistenza è una forma di dignità.

L'amore è la più alta forma di poesia coniata dall'uomo.

Io so vivere solo di prosa, evidentemente.






permalink | inviato da checosasonolenuvole il 23/2/2013 alle 4:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Insieme a te non ci sto più, guardo le nuvole lassù
post pubblicato in Camera a sud, il 7 gennaio 2013


Ho sempre ritenuto e lo ritengo tutt'ora, che questa sia una delle scene più strazianti del cinema italiano. Per quanto alcune immagini a volte possano non colpire, per quanto alcuni momenti possano sembrare l'espressione dell'abbandono alla stasi, non si può non riconoscere la forza dirompente delle parole del cinema di Moretti. A certe battute ci pensi e ripensi a distanza di tempo e torni a ripensarci nei momenti più disparati traendone sempre qualcosa di nuovo. Io Moretti lo considero letteratura. 

"Sí, gli amici non possono comportarsi cosí, perché io mica divento amico del primo che incontro. Io decido di voler bene, scelgo; e quando scelgo è per sempre."

Leggevo Gramellini stamane: la vera scelta non è mai tra il fare una cosa e il non farla. Ma tra il farla o non farla per coraggio oppure per paura.
E d'un tratto ho capito. Si perchè io le scelte non ho mai avuto il timore di farle e quando ho sbagliato mi sono affrettata a tornare indietro.
Non mi sono mai autoimprigionata nella paralisi stantia degli errori protratti nel tempo, quelli che conducono inevitabilmente alla morte dell'anima, quelli che rendono gli uomini automi schiavi della propria stessa routine autoimposta; ma la virtù della scelta non sempre porta con sè il concetto della correttezza. Che io abbia compiuto delle scelte, non significa che siano state scelte giuste.
Ad oggi, tutto questo, appare improvvisamente chiaro nella sua più schiacciante evidenza.
Colgo la colpevolezza e al contempo la disarmante genesi della prima, la prima in assoluto, autoassoluzione.







permalink | inviato da checosasonolenuvole il 7/1/2013 alle 3:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Alea iacta est
post pubblicato in Camera a sud, il 15 novembre 2012
Sulla voracità del tempo si è scritto da quando l'uomo la scrittura l'ha scoperta, e in fin dei conti, cos'altro è la scrittura medesima se non la massima espressione dei nostri vani quanto sentimentali tentativi di strappare qualcosa alla sua forza distruttiva, eternare ricordi che altrimenti per loro stessa natura sarebbero inevitabilmente soggetti alla strenua forza del mutamento. Orazio, tutto dilaniato da quella sua "strenua inertia" invitava la giovane Leuconoe a dimenticarsi dei calcoli astrologici e a vivere intensamente il poco tempo a propria disposizione, Goldoni si affannava nella stesura delle sue Memorie, Stendhal e Tomasi di Lampedusa in momenti diversi, giunti sulla soglia del "declino della vita" avvertivano la necessità di salvare i propri ricordi inconsueti dalla "dimenticanza", l'elemento forse più tragico della nostra esistenza, forse ancor più della morte.

Ho dedicato mesi e mesi a scrivere una tesi di laurea in un momento storico in cui la laurea non ha più alcun valore, eppure ogni momento ad essa connesso, mi sembra ad oggi prezioso ed inestimabile. Ho scelto la letteratura perchè altro non avrei potuto fare nella vita e ad oggi sento addosso un peso, quello della maturità, che diventa sempre più forte, malgrado i miei vani tentativi di sentirmi ancora piccola.
La difficoltà a trovare stimoli negli altri l'ho sempre avvertita, ma ad oggi l'avverto in modo quasi panico e mi chiedo se non sia poi forse una questione di vana quanto sterile presunzione da parte mia. Lo dico perché stamane mentre guardavo il prospetto degli esami per la magistrale ho provato un momento di sbigottimento. Quel foglio bianco mi ha impressionata in maniera così acuta che non sono stata in grado di proferire parola per qualche minuto. Solo due mesi fa sostenevo il mio ultimo esame della triennale e quella lode a conclusione di quella paginetta piena di voti su quel libretto mi sembrava racchiudere il senso di tre anni della mia vita ed ora mi ritrovo quello stesso foglio davanti, nuovo, bianco come la migliore tabula dealbata latina. Ho suscitato con la mia espressione bizzarra l'ilarità altrui chiaramente, ma anzichè stupirmi di me stessa ho provato pena per chi mi stava attorno. Sono io in errore a dare un valore alle cose, anche alla cosa ad oggi in Italia più inutile quale la laurea effettivamente è, o siete voi a sbagliare? E' la mia esistenza troppo "idealista e poco pragmatica" come qualcuno mi ha detto stamane o sono le vostre vite ad essere prive di bellezza? Perchè parliamoci chiaro, le mie tasche sono vuote esattamente quanto le vostre, ma il desiderio estenuante di strappare stralci di vita alla forza divoratrice del tempo mi aiuta a svegliarmi la mattina con curiosità e con la voglia di aspettarmi qualcosa di positivo da una giornata.
Quest'ottica dell'utile predominante tipica dei mastri-don Gesualdi delle nostre terre mi dà la nausea. 
Restiamo umani, avrebbe detto qualcuno.



permalink | inviato da checosasonolenuvole il 15/11/2012 alle 0:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Le 4.40
post pubblicato in Camera a sud, il 22 aprile 2012


-"Ma tu ce l'hai mai la fottuta paura di sprecarti nella vita?"
-"Ho sonno."












Il silenzio.



permalink | inviato da checosasonolenuvole il 22/4/2012 alle 22:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Breve sinossi di un romanzo triste, mai scritto.
post pubblicato in Camera a sud, il 12 aprile 2012

Ho scritto a lungo stasera, ma nulla di quanto è impresso su questi fogli mi sembra sensato, adesso.
Ho riletto molte cose scritte precedentemente, riservando alle mie stesse parole giudizi inverecondi e un sorriso tendente al disgusto per alcuni passi.
E anche adesso, che sono le 2.18 e una luce fioca illumina questa stanza, sento di dover dire molte cose che sarebbero inevitabilmente banali anch’esse.
Ci siamo spinti troppo oltre.
Fino ad accumulare spasmodicamente nozioni sommarie su ogni dove, ogni mentre, ogni sistema.
Fino a disperdere ogni umana forza nella ricerca del sentimento delle cose e perderne la concezione nel cercare stesso.
Fino a perdere ogni luce negli occhi, ogni desiderio di bellezza, ogni ansia conoscitiva.


Fino a raggiungere il silenzio, che è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ora.

http://youtu.be/v8ZKgJLSoYI




permalink | inviato da checosasonolenuvole il 12/4/2012 alle 2:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Everybody's gotta learn sometimes.
post pubblicato in Camera a sud, il 16 febbraio 2012

Ingoi l'ultimo boccone, bevi un pò d'acqua e torni sui libri.

Dalla cucina, in lontananza la voce di Samuele Bersani, poi le risate di tua madre, poi il silenzio.

Rientra tuo fratello, ti osserva.

"Hai fatto presto stasera!"-gli dici.

"Sei ironica?"-risponde.

"No, perchè?"

"Perchè sono le 3 e mezza I ".

Guardi l'orologio e un sorriso inevitabile quanto banale ti solca il volto.

Perchè il tempo si è dilatato su di un romanzo antropologico che parla proprio del tempo e di viaggi etnografici con una macchina fotografica al collo.

Mentra la tua reflex è lì, un pò impolverata, di polvere bianca come la neve fuori.

Con tutti i tuoi desideri, impolverati un pò anche loro, sospesi ed incompresi direbbe Gianluca.

Chiudi tutto, è ora, decisamente, di dormire.

Un ultimo sguardo fuori, un lampione ad intermittenza si spegne sotto la morsa implacabile del ghiaccio.

E quegli occhi, incontrati per un istante nel luogo meno poetico esistente, un cesso di fine serata, sporco e popolato di cerebrolesi.

Li vedo, ancora, prima di chiudere i miei.




permalink | inviato da checosasonolenuvole il 16/2/2012 alle 3:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Ai giochi addio!
post pubblicato in Camera a sud, il 5 febbraio 2012

Essere figlio è la prima cosa che impari a fare.

Prima ancora di parlare, prima ancora di distinguere gli odori, i suoni, le immagini.

Figli si nasce.

Imparare ad essere genitore è una cosa che forse non imparerai mai.

Perchè lo diventi, d'un tratto, pur continuando ad essere figlio.

Ascolto mamma parlare di te e non riesco a far meno di pensare che smettere di essere figlio all'improvviso e ritrovarsi nell'unica condizione di genitore non dev'essere la sensazione migliore nella vita.

 

 

 

E' passato un anno, nonno.

La mancanza non conosce tempo ed io continuo a scrivere  resoconti di occasioni mancate.

 




permalink | inviato da checosasonolenuvole il 5/2/2012 alle 16:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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